WIRE — Diceva Sophie Tucker, stella del variet americano, di essere stata ricca e povera, e che esser ricca era decisamente meglio. Nelle universit inglesi, oggi, un impiegato onesto consiglierebbe ai nuovi iscritti, se proprio tocca nascer poveri, almeno di non esser bianchi. Lo ha scoperto un ragazzo bianco della classe operaia che, uscito dalle superiori a pieni voti, ha dovuto rinunciare al posto gi ottenuto in un ateneo di Londra: cerano borse, tirocini e programmi di orientamento che avrebbero potuto pagargli luniversit, ma tutti riservati ad altri. Non un caso isolato: il sistema e lo ha documentato uninchiesta del Telegraph. A Oxford e Cambridge, i due atenei che formano la classe dirigente britannica al punto da meritarsi il nome collettivo Oxbridge, il quotidiano ha contato almeno 15 tra borse di studio e sussidi destinati agli studenti con origini Bame (che sta per black, asian e minority ethnic: neri, asiatici e minoranze etniche). Di tutti i programmi di aiuto finanziario degli atenei, invece, le donne bianche della classe operaia risultano idonee a candidarsi a due, gli uomini a uno soltanto. Il 27,7% delle borse pubblicizzate sul portale nazionale delle ammissioni (Ucas) riservato a studenti internazionali o non bianchi. E nellanno accademico 2024-25 gli studenti bianchi sono diventati minoranza in 27 universit, oramai sottorappresentati in oltre met degli atenei (80 su 147). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48059662]] A rendere la vicenda grottesca il tempismo. Appena luned, una commissione indipendente appoggiata dal governo laburista e presieduta da Estelle Morris, ex ministro dellIstruzione, aveva emesso il verdetto opposto: i figli della classe operaia bianca sono il gruppo pi numeroso e pi abbandonato della scuola inglese. Nel 2025 solo il 36% di coloro che ricevono i pasti gratuiti supera a sedici anni lesame di inglese e matematica, contro il 72% dei compagni che non ne hanno diritto. A Oxbridge sono meno del 3% degli iscritti; i Bame oltre il 30. Il ministro dellIstruzione, Bridget Phillipson, ha parlato di generazioni derubate, ma gi nel 2016 lallora Primo ministro Theresa May aveva messo in luce che i ragazzi bianchi della classe operaia avevano meno probabilit di chiunque altro in Gran Bretagna di andare alluniversit. Lette insieme, le due notizie disegnano un meccanismo perfetto: lo Stato certifica quali ragazzi sono i pi poveri, e le sue istituzioni migliori danno denaro a tutti tranne che a loro. E non per malanimo, ma per dottrina. LEquality Act del 2010, la legge britannica contro le discriminazioni, prevede iniziative a favore dei gruppi sottorappresentati. Se non fosse che la sottorappresentazione, ormai, si misura solo con il colore della pelle: il reddito uscito dallequazione. Oxford ha ribattuto che il suo aiuto guarda al reddito, non alletnia; Cambridge, che rispetta la legge. vero, ed questo il punto: gli aiuti per tutti convivono con quelli riservati, e sul secondo binario il bianco povero non pu salire. Discriminazione razziale, pura e semplice, la chiama il politologo Eric Kaufmann. Lo studente che si raccontato al Telegraph in forma anonima ha parlato di apartheid educativo. Gay, favorevole alle politiche a tutela delle diversit e alle quote per le donne, il giovane ha tracciato una sola linea: uno studente nero che si formato a Eton, il collegio delllite, non svantaggiato quanto un bianco cresciuto nella miseria. Lo storico scozzese Niall Ferguson racconta questa grande degenerazione da anni e la chiama tradimento degli intellettuali, dal titolo del saggio con cui nel 1927 il francese Julien Benda accus i dotti dEuropa di asservire il sapere alla politica. Ferguson, dopo aver insegnato a Oxford e ad Harvard, nel 2021 ha co-fondato in Texas la University of Austin dove conta il merito soltanto e non si corre il rischio di sacrificare la libert di parola e il rigore intellettuale sullaltare del conformismo, dellautocensura e dellintolleranza ideologica. LOccidente, che aveva giurato di non giudicare pi nessuno dal colore della pelle, ha costruito moduli, sportelli e borse di studio per tornare a farlo, stavolta in modo giusto. E ha riscoperto ci che sapeva: una discriminazione non ne corregge unaltra, la sostituisce. Il ragazzo che ha finito il liceo a pieni voti lha imparato prima dei suoi professori. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48153970]]

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